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Perché scegliere l’autopubblicazione
(in inglese selfpublishing)?

Nel 1455 a Magonza, in Germania, Johannes Gutenberg pubblicava il primo libro a stampa nella storia dell’umanità: la cosiddetta Bibbia di Gutenberg. Da lì a poco sarebbe nata e si sarebbe diffusa la figura dell’editore: colui che si preoccupa di permettere agli scrittori di vedere stampata e venduta la loro opera. Fu una rivoluzione culturale di cui è facile intuire il valore e l’importanza: man mano i libri poterono raggiungere qualunque parte del globo e divenire un formidabile strumento di formazione per l’umanità. Compito degli editori fu anche quello di selezionare le opere da pubblicare e favorire la diffusione di quelle che fossero ritenute le più meritorie.

Negli ultimi cinquant’anni il mondo è diventato sempre più un mondo-mercato. Questa trasformazione ha coinvolto anche l’editoria: è cresciuto a dismisura il numero di pubblicazioni, a fronte paradossalmente di un significativo assottigliamento della platea di lettori. Il mondo dei libri ha così cominciato a soffrire di un vero e proprio fenomeno di sovrapproduzione. Cosa comporta tutto ciò? Che le case editrici faticano a sopravvivere. Pochi autori sono ospitati dagli editori di maggior peso: quei pochi nomi che assicurano un numero di vendite sufficienti. Per il resto degli autori, la realtà è di avere a che fare con una pletora di case editrici, che compaiono e scompaiono: il proprio libro, pubblicato, resta in vendita per pochi anni, perché i costi per la stampa e il mantenimento in vita di una pubblicazione sono molto elevati.

Cos’è il selfpublishing?

Ma ecco che in questa situazione di grande difficoltà, nasce il selfpublishing: un nuovo modo di pubblicare il proprio libro. In pratica, l’autore diventa editore di sé stesso: ciò significa che provvede autonomamente alla fase di editing, alla creazione della copertina, alla pubblicazione su una piattaforma online (come Amazon, o altre come Kobo, Apple Books, Google Books), alla promozione del proprio libro e, ovviamente, alla definizione del prezzo di vendita. Insomma, si preoccupa di curare l’intero processo di pubblicazione. Si tratta di una grande opportunità, sia per chi ha sempre sognato di scrivere un libro ma non ha mai trovato nessuno disposto a pubblicarlo, sia per chi vuole mantenere il totale controllo creativo e commerciale sulla propria opera. È un mercato in continua crescita: basti pensare che, secondo alcune stime, negli Stati Uniti ormai il 40% delle pubblicazioni è in selfpublishing. In Italia è ancora presto per fare valutazioni simili, ma i dati sono in aumento.

Quali i vantaggi di pubblicare con SPagency?

Veniamo subito allora ai numerosi vantaggi di pubblicare il proprio libro su Amazon tramite SPagency:

  • Il libro pubblicato su Amazon resterà in vendita per sempre, o almeno fin quando l’autore lo desidererà: non diventerà “non disponibile”, ovvero fuori commercio, dopo pochi anni, come avviene con l’editoria tradizionale
  • A partire da una cifra minima indicata da KDP (quella necessaria a coprire i costi di stampa e il guadagno di Amazon), è l’autore a scegliere il prezzo di vendita del libro, che potrà comunque modificare in ogni momento: ciò significa che, attenendosi ai prezzi di mercato, l’autore può avere un guadagno di circa 3 euro per copia venduta (un guadagno inarrivabile se si pubblica con le case editrici)
  • L’autore, in ogni momento, potrà apportare modifiche al suo libro o correggere refusi: dopo pochi giorni il libro sarà in vendita nella versione corretta (anche questa una possibilità non realizzabile nell’editoria tradizionale)
  • In ogni momento, l’autore può acquistare copie per sé al solo costo di stampa, il che vuol dire al costo di pochi euro a copia (ennesima opportunità non offerta dalle case editrici)
  • Infine l’autore può avviare campagne pubblicitarie sulla stessa piattaforma Amazon. Qui il discorso però è molto più ampio: premesso che le case editrici attualmente, tranne che per i pochi titoli su cui puntano, non fanno nulla per promuovere i propri libri, resta il fatto che il marketing per un libro è un’operazione molto difficile: perché a fronte di moltissimi libri pubblicati, sono notevolmente diminuiti i lettori. La questione pertanto è complessa: la strategia più efficace, probabilmente, è mettere in campo una sinergia di social e podcast
  • Come mai tutti questi vantaggi? Perché Amazon può avvalersi di una tecnologia che gli permette una vendita dei libri on demand: il che significa che i libri messi in vendita su Amazon non sono già stampati, ma al momento dell’acquisto da parte di un cliente, in qualunque parte del mondo, in pochi giorni il libro viene stampato, rilegato e recapitato all’indirizzo indicato. Niente fondi di magazzino dunque né spese iniziali di stampa. Sono eliminate inoltre ovviamente tutte le spese dell’editoria tradizionale: la casa editrice stessa e i distributori (le agenzie cioè che si occupano di trasportare i libri dalle case editrici alle singole librerie).

I punti di forza attesi dell’editoria tradizionale

In base a quanto detto finora, si potrebbe pensare che il selfpublishing è sempre e comunque la scelta giusta. In realtà, l’editoria tradizionale mantiene alcuni punti di forza:

  • Reputazione e prestigio: essere pubblicati da una casa editrice di prestigio può conferire un certo status e credibilità all’autore
  • Processo di selezione: le case editrici operano una selezione a monte, garantendo (almeno in teoria) un certo livello qualitativo delle opere pubblicate
  • Distribuzione fisica: le case editrici hanno accesso a reti di distribuzione consolidate per le librerie fisiche
  • Marketing e promozione: le case editrici (sempre in teoria) possono investire in campagne di marketing e promozione più ampie.

I punti di forza ridimensionati dell’editoria tradizionale

Ora, però, quanto detto sopra rischia di costituire solamente un insieme di convinzioni non suffragate dai fatti, anzi smentite dalla realtà:

  1. Reputazione e prestigio: questo aspetto ha la propria debolezza in sé stesso: la ricerca del riconoscimento sociale infatti non è in sé stessa vana? L'auspicio è pittosto che la soddisfazione di un autore derivi dalla qualità dell'opera prodotta così come egli la percepisce e non dal plauso sociale, volubile e certo non necessariamente saggio e competente
  2. Processo di selezione: le case editrici oggi sono necessariamente coinvolte in una logica di mercato, nella quale ciò che conta è il profitto più che la qualità. In una società-mercato dominata da internet, che è un mare magnum, segnata da numeri altissimi, come è possibile far emergere la qualità? La questione è certamente complessa; l’impressione tuttavia è che le case editrici non siano più un’istituzione in grado di assolvere questo compito
  3. Distribuzione fisica: le case editrici consegnano i libri ai propri distributori, che a loro volta sono legati alle case editrici: una sorta di monopolio, il cui risultato finale è che nelle librerie italiane sono presenti per lo più solo i libri pubblicati dall’editoria tradizionale. Certo, l’autore ha la possibilità di esporre il suo libro utilizzando una libreria come punto vendita; ovviamente però non potrà mai raggiungere la diffusione assicurata da un grande distributore. Ma anche questo terzo punto-forza dell’editoria tradizionale oggi sembra molto ridimensionato:
    • innanzitutto, perché la legislazione in merito alla distribuzione dei libri nelle librerie potrà cambiare nei prossimi anni, visto il crescente numero di autori in selfpublishing (come attestato, ad esempio, dalla loro presenza stabile ormai nel Salone del Libro di Torino)
    • poi, e soprattutto, perché la vendita dei libri verosimilmente avverrà sempre più online che nei negozi fisici
  4. Marketing: infine, c’è la questione del marketing. Nell’opinione comune dei non addetti ai lavori, pubblicare con una casa editrice significa avere una possibilità di vendita sicuramente superiore rispetto all’autopubblicazione. Questo quarto punto-forza dell’editoria tradizionale probabilmente è il più debole: semplicemente perché le case editrici non hanno risorse né umane né economiche per investire in pubblicità. Questo resta comunque un tema complesso da affrontare per qualunque pubblicazione: verosimilmente, sono social e podcast a rappresentare il nuovo ambiente di marketing per i libri.

 

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